Neuroma di Morton
Trattamento Conservativo

neuroma di morton

Il Neuroma di Morton è una neuropatia da compressione che colpisce il nervo digitale comune. Provoca dolore nella parte anteriore del piede, bruciore, parestesie e sensazioni simili a scosse elettriche. 

Si manifesta più frequentemente a livello del terzo spazio inter-metatarsale ma può verificarsi anche negli altri spazi intermetatarsali. Generalmente è espressione di un processo patologico che si sviluppa nel tempo che, nelle prime fasi può dar luogo a neuriti, ossia, infiammazioni del nervo e, nel tempo arrivare a fibrosi, ossia una degenerazione con aumento del volume del nervo stesso.

Le cause più frequente possono essere legate ad anomalie strutturali e funzionali del piede (alluce valgo, dita a martello, ecc.), l’utilizzo di calzature con puntali stretti, stress e carichi ripetuti specie in alcuni sport come la corsa, il calcio e la pallavolo. Non va confuso con la metatarsalgia biomeccanica con la quale entra in diagnosi differenziale.

Il trattamento del neuroma di Morton può essere conservativo, chirurgico o infiltrativo, a seconda del singolo caso. Il trattamento podologico è di tipo conservativo e può prevedere:

La sintomatologia più comunemente riferita è:

  • Dolore plantare all’avampiede  
  • Dolore che, dall’avampiede, si irradia alle dita corrispondenti
  • Sensazione di formicolio e intorpidimento
  • Sensazione tipo scossa elettrica
  • Bruciore
  • Il dolore aumenta quando si indossano scarpe più strette e contenitive o tacchi alti

Esistono differenti ipotesi* su quale sia la patomeccanica che porta alla formazione del Neuroma di Morton:

  • Traumatismi Ripetuti – un meccanismo traumatico continuo e ripetuto nel tempo, può causare danni alle strutture dell’avampiede tra cui il nervo digitale comune che viene compresso tra le due teste metatarsali. A questo, vanno aggiunte le differenze anatomiche: lo spazio intermetatarsale II e III  si presenta più ridotto rispetto agli spazi I e IV.
  • Intrappolamento del Nervo – il legamento metatarsale traverso profondo può costituire un elemento di compressione del nervo che può contribuire allo sviluppo del Neuroma di Morton.
  • Borsite Intermetatarsale – Una borsite intermetatarsale può a sua volta causare compressione e infiammazione del nervo con conseguente fibrosi. Questo è particolarmente probabile nel secondo e terzo spazio dove vi è una maggiore vicinanza anatomica tra le due strutture.
  • Ischemia – Il Neuroma di Morton potrebbe essere conseguenza della degenerazione dell’arteria digitale comune. La problematica ischemica sembra essere precedente rispetto alla fibrosi del nervo.
 
 

Nella gran parte dei casi, la diagnosi è prevalentemente clinica e non richiede l’indagine strumentale. Qualora tuttavia sia necessaria, gli esami strumentali più indicati sono:

  • Radiografia: NON è un esame specifico per il Neuroma di Morton, tuttavia può essere richiesta per escludere altre patologie avampodaliche.
  • Ecografia: è l’esame elettivo per il miglior rapporto costi-benefici. Essendo tuttavia un esame operatore-dipendente, richiede specifiche competenze ed esperienze da parte del radiologo.
  • Risonanza Magnetica: è l’esame gold standard. I fattori che non lo portano ad essere la prima scelta dipendono dal fatto che è costoso e non facilmente disponibile.
 
La presenza del neuroma non è necessariamente correlata con la sintomatologia dolorosa: è possibile infatti che un paziente sia asintomatico nonostante la presenza del neuroma. Alcuni studi* affermano che la diagnosi di Neuroma di Morton è rilevante quando il diametro trasversale rilevato da Risonanza Magnetica è maggiore di 5 millimetri, in presenza di sintomatologia.

 

* Bhatia M., Thomson L., (2020). Morton’s Neuroma – Current concepts review. J of Clin Orthop Trauma.May-Jun 2020;11(3):406-409

Il trattamento conservativo del Neuroma di Morton è indicato agli esordi della sintomatologia. Prevede l’adozione di misure e terapie finalizzate a ridurre i meccanismi compressivi alla base del disturbo.

La terapia può prevedere un ciclo di laserterapia a scopo antinfiammatorio e biostimolante, l’utilizzo di bendaggi e feltraggi per ridurre la compressione e il carico diretto e, l’utilizzo di ortesi plantari per favorire la distensione dei metatarsali.

 

Tra le terapie mediche infiltrative non chirurgich , l’iniezione di corticosteroidi trova la migliore indicazione.