UNGHIA INCARNITA
onicocriptosi

Unghia incarnita onicocriptosi alluce piede cosa fare

L’unghia incarnita (o onicocriptosi) è un disturbo che provoca dolore, infiammazione e in alcuni casi infezione dei tessuti attorno all’unghia: il margine dell’unghia appare quindi arrossato, dolente e gonfio.

In un primo stadio è presente infiammazione e rossore, in un secondo stadio si osserva la formazione del granuloma reattivo con aumento del dolore e talvolta presenza di pus; nel terzo stadio il granuloma si evolve, peggiora e crea nuovo tessuto epiteliale che avvolge parte della lamina.

E’ importante intervenire agli esordi dell’onicocriptosi per evitare l’accentuarsi del dolore e dell’instaurarsi di adattamenti nella postura e nella deambulazione, volti ad evitare la sensazione dolorosa: per questa ragione, infatti, molto spesso il dolore al piede porta a sovraccarichi in altri distretti come il ginocchio, l’anca e la zona lombare.

L’intervento nei primi esordi riduce infatti il dolore, la limitazione funzionale e garantisce una rapida guarigione.

Il trattamento podologico dell’unghia incarnita è efficace e risolutivo: esso prevede la cura della fase acuta e successivamente un percorso di riabilitazione dell’unghia per evitare le recidive e il perpetuarsi del problema.

I principali vantaggi del trattamento podologico dell’unghia incarnita rispetto all’approccio chirurgico, sono:

Nel caso tu abbia il sospetto di avere un’unghia incarnita, è bene evitare di incappare in comuni errori che spesso, purtroppo, si leggono sul Web.

  • Evita i Pediluvi (in acqua e sale o acqua e bicarbonato). Contrariamente a quanto purtroppo si legge su internet, il sale (e altri soluti comunemente usati come il bicarbonato) ha un’azione irritante sulla cute che, molto spesso, peggiora la situazione e la sintomatologia.
  • Non usare pomate antibiotiche. Le pomate causano occlusione e macerazione, specie quando vengono applicare sul Granuloma. La continua esposizione batterica della lesione inoltre, impedisce all’antibiotico di svolgere pienamente la sua azione, favorendo oltretutto fenomeni di antibiotico-resistenza.
  • Evita l’intervento chirurgico di rimozione totale della lamina. La rimozione chirurgica della lamina (onicectomia totale) infatti espone il paziente a grossi rischi di recidiva e di danni permanenti a carico dell’unghia. L’assenza di un percorso riabilitativo post-chirurgico della lamina ungueale, espone fortemente al rischio di recidiva durante la ricrescita dell’unghia. 

Alcuni semplici accorgimenti e consigli per affrontare al meglio questo comune disturbo.

  • Utilizza prodotti antisettici o disinfettanti (es. Benzalconio Cloruro o Ipoclorito di Sodio). L’obiettivo del primissimo intervento fai da te, deve essere quello di ridurre le cariche batteriche presenti sulla lesione.
  • Utilizza prodotti ad azione lenitiva (es. Arnica) da applicare sulla cute NON lesa attorno all’unghia. L’unghia incarnita determina infiammazione dei tessuti circostanti l’unghia e per questa ragione può essere utile ridurre l’irritazione.
  • Rivolgiti quanto prima al tuo Podologo di fiducia!

Il trattamento podologico dell’unghia incarnita prevede due fasi: la cura della fase acuta e successivamente un percorso di riabilitazione ungueale. In questa sezione, parleremo della cura della fase acuta.

Nella fase acuta, occorre rimuovere quella porzione di tessuto ungueale responsabile della lesione della cute attorno all’unghia (onicectomia parziale): l’intervento è indolore, rapido, selettivo e non richiede analgesia. L’unghia incarnita infatti, altro non è che una lesione della cute provocata dalla lamina ungueale. La rimozione della porzione responsabile garantisce la guarigione.

L’obiettivo primario durante la fase acuta è quello di ridurre il dolore, l’infiammazione e l’infezione. Dopo il trattamento podologico infatti, il paziente vedrà ridursi drasticamente il dolore e, nell’arco di pochi giorni, vedrà sensibili miglioramenti della lesione.

Nell’immagine sottostante è possibile apprezzare i miglioramenti ottenuti in pochi giorni. La foto in alto mostra come si presentava l’unghia (onicocriptosi di secondo grado, con granuloma piogenico) e la foto in basso, dove è presente una medicazione, mostra l’evoluzione a pochi giorni. Quando la lesione risulta guarita, è possibile procedere alla riabilitazione dell’unghia.

unghia incarnita cura fase acuta

Quando la lesione appare guarita, è possibile iniziare il percorso di riabilitazione dell’unghia.

L’obiettivo di questa fase è quello di mantenere intatti i rapporti anatomici tra la lamina e i tessuti circostanti, nell’attesa della completa ricrescita della porzione dell’unghia precedentemente rimossa. L’unghia incarnita, nella gran parte dei casi, è infatti un problema di convivenza tra l’unghia e la cute circostante: l’utilizzo a scopo riabilitativo, di resine monocomponenti, consente di garantire all’unghia gli adeguati spazi per crescere.

Nell’immagine sottostante è possibile osservare due momenti della fase di riabilitazione, in cui è possibile apprezzare il progressivo miglioramento morfologico, funzionale e quindi estetico.

unghia incarnita riabilitazione

Il Granuloma Piogenico (o Granuloma Reattivo) è un nodulo, spesso sanguinante, di consistenza molle e di colore rosso acceso che si forma a ridosso della lamina, sul margine dell’unghia.

E’ il risultato di processo infiammatorio (con associato, molto spesso,un processo infettivo) ed è caratterizzato da un’esagerata crescita del tessuto dermico.

Il granuloma si risolve solitamente in maniera spontanea, in pochi giorni, a seguito del primo intervento podologico. 

granuloma piogenico reattivo

La mancanza di un percorso riabilitativo post-chirurgico espone fortemente a recidive. 

Nella gran parte dei casi infatti, qualora durante la fase di ricrescita dell’unghia non vengano adottate misure riabilitative (es. ortonixia o onicoplastica in resina), è alta la probabilità che la lamina non riesca a ritrovare i suoi fisiologici spazi tra i tessuti causando nuovamente ferite alla cute circostante l’unghia (frontalmente o lateralmente ad essa) e quindi recidive.

E’ importante pertanto seguire un percorso di riabilitazione ungueale sia nei casi di onicectomia parziale (podologica o chirurgica), sia nei casi di onicectomia totale.

Si.

In alcuni casi infatti, specie nell’età evolutiva, alcune condizioni legate all’appoggio del piede, ad esempio il piede piatto (o comunque situazioni legate all’iper-pronazione) l’alluce subisce delle torsioni che determinano un’alterata distribuzione di forze sul dito che possono causare, a loro volta, problemi all’unghia come l’unghia incarnita.

Un’attenta Valutazione Funzionale nelle fasi post-acute è utile infatti per intercettare anomalie dell’appoggio e della dinamica del Piede.