Ipercheratosi
calli e duroni del Piede

Ipercheratosi Calli Duroni del Piede

Le ipercheratosi (o callosità), spesso comunemente chiamate calli o duroni sono degli ispessimenti dello strato corneo dell’epidermide che rappresentano un adattamento della pelle per meglio resistere alle sollecitazioni meccaniche a cui è sottoposta durante la deambulazione o comunque durante le attività in carico. In altri casi possono essere espressione di un processo infiammatorio della cute.

Si manifestano in modi differenti in base a come le forze agiscono sulla cute del piede. Definiamo quindi:

– Un callo (o tiloma) è un’ipercheratosi rotondeggiante, dura, che provoca una sensazione dolorosa di tipo puntiforme, come un piccolo sasso o uno spillo. Generalmente si presenta sulla pianta del piede, in corripsondenza delle zone di maggior carico, oppure sulle parti dorsali o apicali delle dita.

– Un durone è un’ipercheratosi a placca, generalmente poco pronfoda, che si estende su un’ampia superficie della pianta del piede. E’espressione di un sovraccarico di tipo meccanico nella zona in cui si manifesta

– Un occhio di pernice (o heloma) è un’ipercheratosi rotondeggiante, molle, dolente, che tende a macerarsi. Si forma tra le dita dei piedi a causa di compressioni e sfegamenti.

Calli, duroni e occhi di pernice sono quindi nomi differenti che identificano il medesimo fenomeno: l’ipercheratosi.

No. Calli, duroni e occhi di pernice non presentano nessuna “radice”.

E’ purtroppo opinione popolare diffusa quella che fa pensare a molti pazienti che un callo abbia una sorta di radice. Trattasi di una diceria del tutto infondata che, oltre a descrivere in maniera in maniera errata la patologia, crea distorsioni e false aspettative nel paziente.

Le ipercheratosi si formano per una risposta funzionale ad delle forze eccessiva. La terapia quindi dovrà prevedere una migliore gestione dell’appoggio del piede.

 

Si. Nella quasi totalità dei casi, il callo (o comunque l’ipercheratosi) è espressione di un eccesso di carico pressorio*. (troppa forza in rapporto alla superficie appoggio).

Per questa ragione la valutazione funzionale podologica ed eventualmente l’esame baropodometrico possono guidare alla corretta strategia terapeutica.

 

* Freeman Denise B. (2002). Corns and calluses resulting from mechanical hyperkeratosis. Am Fam Physician. 2002 Jun 1;65(11):2277-80

Le ipercheratosi (calli e duroni) sono rappresentano degli adattamenti del piede alle dinamiche dell’appoggio e della deambulazione.

La rimozione avviene per mezzo di taglienti monouso, è indolore e permette di trovare beneficio immediato

Si sconsiglia l’utilizzo di prodotti cheratolitici (tipo callifughi) salvo esplicita indicazione medica o podologica. L’uso improprio e fai da te di questi prodotti può portare a ulteriore dolore e a formazione di lesioni. I pazienti diabetici o che presentano importanti deficit vascolari devono prestare ancora più attenzione in quanto l’uso di callifughi può portare alla formazione di ulcere e lesioni, con aumentato rischio di amputazione.

L’utilizzo di calzature adeguate, di ortesi plantari, l’introduzione di esercizi che favoriscano la mobilità e la corretta motricità del piede possono essere validi alleati per la risoluzione del disturbo.

Un callo e una verruca del Piede, presentano un aspetto simile. Per questa ragione spesso vengono confusi e trattati in maniera erronea. 

  • Un callo è un ispessimento corneo che si forma come conseguenza di forze anomale (dirette o sfregamenti) che agiscono su quella parte di pelle. Si forma sulle zone sottoposte a carico o frizione. E’ una lesione cornea non vascolarizzata.
  • Una verruca è un’infezione da papillomavirus (HPV) che determina un’escrescenza cheratosica. Si forma (solitamente) su zone della cute del piede poco esposte al carico diretto. E’ una lesione vascolarizzata.

Un callo ha una forma rotondeggiante, provoca un dolore puntiforme, simile ad uno spillo. Si forma in corrispondenza di protuberanze ossee plantari, laterali o sulle dita.

Un durone si presenta come una placca. E’ più esteso, meno profondo e, in linea di massima, meno doloroso. La sede tipica in cui si va a formare è sulla pianta del piede, sotto le teste metatarsali.

La patogenesi dipende da due contesti biomeccanici spesso differenti: per questa ragione, per un corretto trattamento, è importante valutare sempre la mobilità e l’appoggio del piede mediante valutazione funzionale.