Tendinopatia del tibiale posteriore
dolore all'arco interno del piede

Tendinopatia del Tibiale Posteriore Tendinite

La tendinopatia del tibiale posteriore (detta anche disfunzione o sindrome di tibiale posteriore) è una patologia che provoca dolore all’arco interno del piede. E’ un disturbo che interessa il tendine del muscolo tibiale posteriore nella sua inserzione sul piede.

La tendinopatia del tibiale posteriore provoca dolore, debolezza e progressiva deformità ed è una condizione che concorre allo sviluppo del piede piatto dell’adulto.

Il muscolo tibiale posteriore prende origine nella parte posteriore e profonda della gamba; il suo tendine passa appena dietro al malleolo interno e va ad inserirsi plantarmente, sulle strutture che costituiscono l’arco interno del piede. La sua funzione è quella di portare in flessione plantare la caviglia (portare la punta del piede verso il basso) e di supinare il piede, ossia quel movimento che determina l’aumento dell’altezza dell’arco interno.

Quando un paziente presenta una disfunzione del tibiale posteriore, il suo muscolo non è più in grado di sviluppare sufficienti forze in grado di supinare il piede. Ne consegue che quel piede tenderà a fare il movimento opposto, quindi a pronare e ad appiattirsi. A quel punto il tendine subirà maggiori trazioni che lo porteranno a sviluppare sintomatologia dolorosa e progressiva elongazione, deformazione plastica, fino ad arrivare, nei casi più gravi a rottura.

È importante quindi intervenire ai primissimi esordi per scongiurare il progredire della patologia. La terapia conservativa è di assoluta efficacia e consente da un lato di eliminare la sintomatologia e la limitazione funzionale e, dall’altro, di intervenire sulla biomeccanica del piede per ridurre le forze patologiche e per ottimizzare la funzione dinamica. Le terapie più indicate nella fase acuta e nella riabilitazione post-acuta sono: 

La Tendinopatia del Tibiale Posteriore provoca dolore in corrispondenza dell’arco interno del piede. Il dolore può presentarsi nella zona plantare e si può irradiare al tallone e a tutta la pianta del piede.

In alcuni casi il dolore è ben presente anche a livello della caviglia, appena dietro al malleolo interno, fino a risalire verso la gamba. E’ possibile anche avvertire rigidità muscolare profonda sulla gamba e sui muscoli posteriori.

Il dolore è particolarmente intenso quando il paziente deve camminare o rimanere in piedi per molto tempo. In alcuni casi, il paziente non è in grado di mettersi sulla punta del piede. 

Le cause che portano allo sviluppo di una disfunzione del tibiale posteriore possono essere:

  • Lesione diretta del tendine per effetto di un trauma o comunque di un evento acuto
  • Lesione progressiva e degenerazione del tendine per effetto di una malattia sistemica (esempio: artrite reumatoide)
  • Lesione idiopatica, ossia non è possibile ricostruire la causa scatenante
  • Lesione per cause funzionali, ossia legate ad aspetti posturali e biomeccanici che aumentano lo stress a cui quel tessuto viene esposto.

Il piede piatto e la tendinopatia del tibiale posteriore, sono due patologie intimamente correlate. Possiamo affermare che il piede piatto acquisito dell’adulto sia una deformità che può manifestarsi come esito finale di una degenerazione del tendine del tibiale posteriore. 

Per questa ragione, i due termini spesso vengono utilizzati come sinonimi. la letteratura scientifica tuttavia raccomanda di parlare di disfunzione del tibiale posteriore quando ci si riferisce a sintomatologia dolorosa e gonfiore lungo il decorso del tendine, con incapacità da parte del paziente di sollevarsi sulla punta del piede. Il termine piede piatto andrebbe utilizzato quando ci si riferisce alla deformità anatomica e strutturale.

 

Riferimenti:  Ross Megan H.,Smith michelle D. (2017). Reported selection criteria for adult acquired flatfoot deformity and posterior tibial tendon dysfunction: Are they one and the same? A systematic review. PLoS One 2017 Dec 1;12(12)

Oltre ai termini “sindrome” o “disfunzione” del tibiale posteriore, è possibile leggere anche i termini “tendinite” e “tendinosi”.

Con il termine Tendinite, si indica un processo infiammatorio a carico del tendine. E’ largamente utilizzato anche se, gli studi più recenti, sconsigliano di usarlo poiché è stato osservato che spesso non esiste un vero e proprio processo infiammatorio a carico del tendine.

Il termine Tendinosi è più corretto dal punto di vista istologico poiché indica un processo degenerativo a carico del tendine. Viene tuttavia reputato poco indicato dal punto di vista clinico poiché non è in grado di descrivere a pieno la sintomatologia che la patologia comporta.

Per queste ragioni il termine preferibile è Tendinopatia poiché, nonostante esprima in maniera generica la natura del problema dal punto di vista istologico, è più corretto e meglio descrive gli aspetti clinici del disturbo. 

La terapia ortesico plantare è la terapia conservativa più efficace e indicata per far fronte ad una disfunzione del tibiale posteriore.

Non tutte le tipologie di plantari tuttavia sono ugualmente efficaci: un’errata prescrizione o una presa impronta con una tecnica non opportuna, possono rivelarsi inefficaci o addirittura provocare dolore per il paziente.

Il Plantare Funzionale in materiale termoplastico con modifica di Kirby ed eventuale compenso intrinseco di avampiede è senza ombra di dubbio la soluzione in grado di produrre un miglior grado di correzione di forze supinatore rispettando a pieno il comfort del paziente. I vantaggi del plantare funzionale nel trattamento della disfunzione del tibiale posteriore sono:

  • Miglior controllo dell’iperpronazione del piede
  • Riduzione delle forze che favoriscono la patologia
  • Miglioramento della funzione e della mobilità del primo raggio 
  • Comfort
  • Elasticità
  • Scarso ingombro nella calzatura

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