DOLORE AL TALLONE
Tallonite

Dolore tallone tallonite Piede

Il dolore al tallone, detto anche (tallonite o tallodinia) è un sintomo tra le più frequenti cause di dolore al piede.

Nella maggior parte dei casi, il dolore è provocato da patologie di natura meccanica (American College of Foot and Ankle Surgeons 2010) e/o traumatica,  talvolta, invece, può essere espressione di patologie neurologiche, artritiche o altre di patologie sistemiche. La Fascite Plantare è  la causa più frequente e nota, ma certamente non l’unica. 

Qui di seguito, verranno elencate 9 cause di dolore al tallone dovute a problematiche di natura meccanica:

Con il termine Fascite Plantare si intende un’infiammazione a carico della fascia plantare nella sua componente centrale (detta anche aponeurosi plantare) che si estende sulla pianta del piede, dal calcagno fino alle prime falangi delle dita.

Il sovraccarico di questa struttura dovuto a problematiche biomeccaniche di appoggio del piede, obesità, tipologia di lavoro o alla calzatura in uso, può portare a infiammazione e quindi dolore a livello dell’inserzione prossimale della fascia a livello del calcagno e, talvolta lungo il decorso della stessa.

Tipicamente la sintomatologia si presenta ai primi passi al mattino o comunque a seguito della ripresa delle attività in carico.

Non sempre sono presenti segni istologici tipici dell’infiammazione: per questa ragione, negli ultimi anni è stato introdotto il termine fasciosi plantare che indica un processo patologico di natura degenerativa a carico della fascia.

Fasciopatia Plantare è tuttavia il termine più corretto per definire questo disturbo caratterizzato da dolore e limitazione funzionale nella regione del calcagno e della pianta del piede.

Per spina calcaneare  si intende un’esostosi, una sporgenza ossea in corrispondenza del tubercolo mediale del calcagno, in prossimità dell’inserzione della fascia plantare.

La presenza di questo elemento, ben visibile con un esame radiografico, NON è di per sé indice di patologia (è presente nel 15% della popolazione generale), infatti, molti pazienti presentano questa calcificazione senza lamentare dolore.

La spina calcaneare va interpretata come ulteriore conseguenza di forze anomale, dirette e di trazione che agiscono sulla fascia a livello della sua inserzione sul calcagno.

Problematiche di appoggio del piede come sindromi pronatorie, piede piatto e l’obesità sono tra i fattori che maggiormente concorrono allo sviluppo di questa problematica.

Il dolore al tallone causato dall’assottigliamento del pannicolo adiposo è spesso erroneamente confuso con fascite plantare: trattasi di un dolore profondo che si localizza plantarmente al centro del tallone a causa della riduzione del pannicolo che funge da naturale shock absorber del piede.

Solitamente il dolore peggiora quando il soggetto trascorre tanto tempo in piedi e, durante, la deambulazione, si manifesta al primissimo contatto del tallone con il suolo e attenuandosi (o quasi scomparire) quando il soggetto cammina sulle punte.

Tra le fratture da stress a piede, quella al calcagno è la seconda più frequente dopo le fratture da stress a carico delle ossa metatarsali.

Tale patologia è causata da ripetuti sovraccarichi al tallone; il dolore inizialmente si manifesta solamente durante le attività in carico e, successivamente, permane anche a riposo.

Clinicamente si può osservare gonfiore e/o ecchimosi. L’esame radiografico talvolta può non rilevare la problematica che, tuttavia, può essere diagnosticata con metodiche più accurate come la Scintigrafia Ossea o la Risonanza Magnetica.

La Sindrome da Edema Midollare del calcagno è caratterizzata da un aumento dell’acqua libera all’interno dell’osso calcaneare. Si manifesta con dolore persistente al tallone non causato da patologia traumatica acuta, inserzionale o neurologica.

Colpisce frequentemente soggetti maschi tra i 40 e 50 anni ed è correlabile  ad un aumento degli stress meccanici sul calcagno; può essere associato a frattura da stress.

Risonanza magnetica e scintigrafia ossea sono gli esami strumentali più indicati ai fini di una corretta diagnosi.

Per deformità di Haglund si intende una prominanza ossea che si presenta sulla faccia posteriore superiore del calcagno.

In molti casi tale protuberanza non è sintomatica: la sintomatologia infatti è spesso associata a infiammazione della borsa retrocalcaneare e a tendinopatia inserzionale del tendine d’Achille.

Si pensa infatti che la protuberanza ossea è molto spesso causi una reazione infiammatoria della borsa per conflittualità con la calzatura o per cause di natura biomeccanica

La Tendinopatia del Tendine d’Achille colpisce la regione posteriore del calcagno, provocando dolore nell’area di inserzione del tendine d’Achille.

E’ caratterizzata da degenerazione del tendine con inspessimento, infiammazione e calcificazione nel sito di inserzione (in alcuni casi è visibile radiograficamente un’esostosi).

I pazienti segnalano solitamente dolore e rigidità al risveglio al mattino o ai primi passi dolo esser stati seduti. Il dolore spesso può essere evocato con la dorsiflessione passiva del piede, ossia con il movimento che avvicina la punta del piede alla gamba.

La radiografia può rivelare la presenza di esostosi, mentre la Risonanza Magnetica può essere utile nel determinare l’entità della degenerazione del Tendine d’Achille

La malattia di Sever ( un’osteocondrosi dell’apofisi calcaneare posteriore)  è una condizione dolosa che colpisce gli adolescenti che praticano sport (i maschi tra gli 11-15 anni e le femmine tra gli 8-13 anni).

Il dolore si presenta nella zona posteriore del calcagno, in particolar modo durante la corsa o i salti, ossia nelle condizioni in cui vi è maggiore richiesta funzionale da parte della muscolatura posteriore della gamba.

Si pensa infatti che il processo infiammatorio sia dovuto all’aumento delle sollecitazioni che il tendine d’Achille esercita sull’apofisi calcaneare e sul nucleo di accrescimento.

La diagnosi è sostanzialmente clinica e la radiografia può essere utile per escludere altre cause 

Recenti studi hanno ipotizzato il coinvolgimento  della muscolatura intrinseca plantare con inserzione prossimale sul calcagno, nel dolore al tallone.

Nello specifico il muscolo abduttore dell’alluce, flessore breve delle dita e muscolo quadrato della pianta si inseriscono prossimalmente  sul calcagno, così come la fascia plantare e, funzionalmente concorrono a mantenere la stabilità del piede durante il carico.

Traumi, overuse e l’atteggiamento dinamico del piede possono portare allo sviluppo di tendinopatia di queste strutture con sintomatologia dolorosa a livello del calcagno.

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